WELFARE

Milano è sempre stata all'avanguardia nell'assistenza agli emarginati, ai minori soli, agli anziani, ai disabili, ai disoccupati. Il modello di welfare ambrosiano si può definire una reale eccellenza, grazie anche alle sinergie mosse dal volontariato e dal privato sociale. 

Come conseguenza della pandemia sono tantissimi i milanesi ad aver perso il posto di lavoro o ad aver subito profondi contraccolpi nel loro ruolo all'interno della società. Sono aumentate esponenzialmente le situazioni di disagio. Le file fuori dal Pane Quotidiano e le tante persone senzatetto che in orario serale invadono il centro dimostrano che l'emergenza è alta e che il Comune con i suoi servizi Sociali devono fare molto di più. 

Occorre far rivivere quel pragmatismo solidale che ha unito Milano nei momenti più difficili della sua storia in nome di uno spirito civico che non si limiti alla semplice assistenza, ma che sappia ?aiutare le persone a risollevarsi da sé? come diceva Moisé Loira, fondatore della Società Umanitaria. Un sentimento comune di cittadinanza in cui però non c'è solo il diritto di prendere parte alle straordinarie opportunità che Milano offre, ma anche il dovere di rispettare la città, le sue leggi scritte e i suoi costumi culturali.


PROPOSTE

- L'emergenza pandemica ha evidenziato la necessità di tornare a un modello di medicina territoriale. È necessario ripensare l'assetto organizzativo della medicina di base che dovrà rispondere alle esigenze dei singoli quartieri di Milano, mentre oggi dipendono dallo Stato. È da attivare un modello dove lavoreranno a stretto contatto medici generici e medici specialisti, dove sia possibile dare risposte tempestive per effettuare prelievi e analisi mediche generali. Lo scopo è quello di fornire un'immediata diagnostica ed una conseguente e tempestiva cura dei propri problemi di salute presso strutture ospedaliere. Queste Case della salute di quartiere verranno realizzate grazie al partenariato pubblico-privato, attraverso la finanza di progetto, senza incidere sulla spesa pubblica; 

- Le Paralimpiadi del 2026 siano un volano per l'abbattimento totale delle barriere architettoniche in città. Il posizionamento sproporzionato di pali segnaletici ha incrementato le trappole per chi è diversamente abile e vive in una giungla urbana, con l'incognita di imbattersi in una bici del bikesharing o in un monopattino elettrico abbandonato in mezzo al marciapiede. Tutti gli uffici pubblici devono essere facilmente accessibili, lo stesso discorso vale per i mezzi pubblici. Accessibilità significa anche facilità di accesso alle informazioni. Va incrementata la spesa di pannelli luminosi a LED e all'interno degli uffici comunali deve essere attivato un servizio, su appuntamento, di interpretariato nella lingua dei segni;

- Attivare convenzioni con aziende private per il trasporto disabili a prezzi calmierati;

- Stipulare con le società del car sharing accordi per introdurre automobili speciali utilizzabili da portatori di handicap;

- Introdurre un voucher al portatore, detto "Ambrogino", a cui dare il valore nominale di un euro.  Una "moneta comunale", anche se il termine è improprio, da spendere per tutti i beni e servizi sui circuiti comunali e privati (trasporti pubblici, musei, centri sportivi, scuole civiche, mense, etc) che si accreditano attraverso un accordo di merito civico con l'amministrazione comunale. Uno strumento come questo potrebbe far rientrare agevolmente nel circuito di utilizzo quei beni che le catene distributive non possono lasciare a un'offerta indifferenziata attraverso una scontistica (cibo prossimo alla scadenza, stock di vestiario,  altre giacenze invendute). Poiché il progetto si inserisce nella normativa già esistente, i tempi e i costi realizzativi sono quelli volti semplicemente a creare la rete. Almeno 250.000 cittadini milanesi all'anno, in condizioni di disagio economico stabili o temporanee, potrebbero così contare su un incremento significativo della loro capacità di spesa; 

- Creare, attraverso la tecnologia (APP per smart phone) una rete per la distribuzione (gratuita o scontata) di cibo in scadenza coinvolgendo anche i 9 Municipi nella gestione degli hub di quartiere per la lotta allo spreco;

- Sostenere l'associazionismo del Terzo Settore promulgando le concessioni degli spazi demaniali per l'interruzione dell'attività a seguito dell'emergenza pandemica. Sono sotto gli occhi di tutti i contraccolpi sociali che ha generato l'isolamento da lockdown. Senza la ripartenza dei servizi erogati dalle più varie associazioni pagheremo un prezzo elevatissimo in termini di collocazione del singolo nella collettività;

- Riqualificare edifici pubblici inutilizzati per la realizzazione di "Alberghi sociali" dove possano essere collocate persone senza fissa dimora e/o milanesi in attesa di assegnazione di alloggio pubblico;

- Milano deve essere capitale del "Dopo di noi". Studiare una fiscalità agevolata per gli investimenti immobiliari che prevedono la realizzazione di abitazioni per le persone con handicap che potranno andare a vivere in autonomia; 

- In ogni quartiere attrezzare almeno due giardini pubblici con giostre inclusive accessibili ai bambini disabili;

- Reintrodurre l'assegno di sussistenza per gli individui e le famiglie più bisognose, restituendo ai Municipi la competenza per l'erogazione; 

- Impiegare i percettori del Reddito di Cittadinanza e/o di Emergenza in lavori socialmente utili come ad esempio la pulizia dei parchi pubblici e lo spazzamento dei marciapiedi, attivando apposite assicurazioni da parte del Comune; 

- Costituire in ogni Municipio una banca dati con i riferimenti di chi si rivolge all?assistenza sociale per informare le persone interessate su bandi, occasioni di lavoro e altre opportunità.

Alessandro De Chirico

ALESSANDRO DE CHIRICO

ELEZIONI COMUNALI MILANO 2021

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