MUNICIPI

La riforma dei 9 Municipi, voluta dal sindaco Pisapia, si è rivelata un flop e l'Amministrazione Sala non ha voluto metterci mano, se non nella legge elettorale che prevede la vittoria con assegnazione diretta al primo turno alla coalizione che raggiunge il 50% più un voto di quelli espressi. Una riforma che dovrebbe essere impostata sulle competenze e sull'assegnazione di un numero congruo di funzionari. Il presupposto di partenza è che la giunta e gli uffici centrali non prendono in considerazione e delibere dei municipi. Il maggior penalizzato risulta essere il cittadino che non ha riscontri immediati alle segnalazioni e risoluzione ai problemi del vivere quotidiano. Il parere non vincolante del Municipio su tantissime delibere comunali fa sì che gli uffici centrali, con l'avvallo della giunta comunale, si muovano in assoluta autonomia.


PROPOSTE

- Interlocuzione diretta con i commissariati di Polizia Locale che molto spesso sono dislocati nella stessa sede del Municipio, ma che secondo l'attuale organizzazione possono intervenire solo su richiesta degli uffici centrali di piazzale Beccaria;

- Destinare una parte del budget per la manutenzione stradale ai 9 Municipi, così come fatto per la manutenzione del verde. Un modello di successo da replicare;

- Rivoluzione del decentramento con attribuzioni ai Municipi sia in termini di budget economico sia in riferimento al personale che oggi non è adeguato a gestire le poche competenze finora attribuite. Molte cose si possono realizzare a budget zero, ma senza le risorse umane è impossibile chiedere maggiore autonomia;

- Gestione dei servizi sociali a livello municipale per dare risposte più circoscritte. Accreditamento gestito direttamente dai Municipi sulla base delle risposte da dare a livello locale;

- Amministrazione municipale delle case delle associazioni e dei centri anziani: un'istituzione distante dalla periferia non riesce a cogliere in maniera adeguata proposte e necessità dei quartieri;

- Lavorare a livello istituzionale per riconoscere una rappresentanza municipale anche nella Città Metropolitana e per questo va rivista l'elezione di secondo grado dell'Ente che non dà la possibilità di voto ai rappresentanti municipali. È impensabile che ci siano comuni da 3.000 abitanti con potere di voto e non un presidente di Municipio che rappresenta un territorio così vasto e fino a 180.000 cittadini.

Alessandro De Chirico

ALESSANDRO DE CHIRICO

ELEZIONI COMUNALI MILANO 2021

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