MOBILITA'

I cittadini devono essere liberi di muoversi. Soluzioni come "Area C", "Area B" e i blocchi del traffico si sono rivelati inutili perché non hanno contribuito al benessere dell'ambiente cittadino, anzi, hanno recato solo disagi alla collettività, perché una città vietata alle automobili è una città dell'Ottocento, non è una città moderna. 

L'amministrazione non deve impedire o imporre ai cittadini una modalità di trasporto, ma deve agevolare la fluidificazione del traffico, aumentare la velocità di spostamento dei cittadini, e migliorare la qualità dell'aria attraverso un piano strategico d'investimenti per la rottamazione dei mezzi di trasporto più inquinanti. 

Prima di bloccare la circolazione dei veicoli ad alimentazione diesel (Area B), vanno incrementati gli incentivi a favore dei cittadini milanesi per la sostituzione delle autovetture private.  In città vanno sostituite le caldaie più vetuste e il Comune stesso dovrebbe investire per l'adeguamento delle caldaie negli stabili di sua proprietà e per l'apposizione delle valvole termiche nelle migliaia di case gestite da Metropolitana Milanese S.p.A. dove il riscaldamento è centralizzato e non può essere regolato all'interno delle abitazioni. 

In fatto di mobilità dolce, dovrebbe essere superfluo evidenziare che non tutti possono utilizzare la biciletta, vuoi per le distanze da coprire oppure per gli acciacchi dell'età ovvero per disabilità o altro tipo di impedimento, e per questo il Comune dovrebbe ascoltare tutte le richieste provenienti dai milanesi senza imporre, ma dando una possibilità di scelta. Di fatto il Comune ha messo uno contro gli altri: automobilisti contro ciclisti, pedoni contro ciclisti, pedoni contro utilizzatori di monopattini elettrici, motociclisti contro automobilisti e pedoni, penalizzando per scelta il traffico automobilistico e il transito pedonale sui marciapiedi. 

"La città a 15 minuti" a cui aspira il centrosinistra esclude una buona parte di milanesi, creando di fatto cittadini di serie A e cittadini di serie B.


PROPOSTE

- Rimodulare il trasporto pubblico non solo verso il centro, ma anche da e per i comuni di prima fascia dove i milanesi di città lavorano e si spostano prediligendo l'utilizzo dell'automobile privata perché manca una rete capillare che non consente loro di scegliere il mezzo pubblico per spostarsi. Con una rete così concepita, con apposite convenzioni tra Municipi e Comuni di prima fascia, i servizi dell'hinterland (scuole, servizi, aree verdi, etc) potranno essere utilizzati da chi risiede in aree limitrofe;

- Area C libera per i residenti del centro e per i proprietari di veicoli non inquinanti. Prevedere un abbonamento settimanale a tariffa ridotta;

- Sospendere Area B. Disincentivare l'uso dei mezzi inquinanti e rumorosi e favorirne la sostituzione con mezzi a zero emissioni ed elettrici attraverso un piano incentivi sostenuto dai fondi europei erogati a tale scopo;

- Ultimare la cerchia filoviaria protetta in corsie preferenziali;

- Riqualificare il Cavalcavia Monte Ceneri con barriere verdi antismog e anti rumore, spostandoci la corsia preferenziale, oggi sottostante la sopraelevata, e realizzando delle passerelle dove posizionare le pensiline di attesa del filobus;

- Creare sensi di marcia continui con riduzione del traffico di attraversamento e degli incroci semaforici;

- Stabilire limitazioni di velocità calibrate e non la declassificazione di arterie principali in vie residenziali con il solo scopo di appagare la furia ideologica contro l'auto privata;

- Realizzare un grande piano di parcheggi sotterranei e quelli d'interscambio in corrispondenza della nuove metropolitane, indispensabili per l'eliminazione delle auto in sosta in superficie e recuperare spazio pubblico da destinare a piste ciclabili, zone pedonali e aree verdi attrezzate; 

- Regolare adeguatamente i tempi degli incroci semaforici e sostituirli, dove possibile, con rotatorie che favoriscano lo scorrimento del traffico;

- Agevolare la ricerca di parcheggio con cartelli indicatori LED a messaggio variabile;

- Rimodulare la logistica urbana delle merci attraverso la creazione di piattaforme alle porte della città;

- Realizzare piste ciclabili protette e sicure, con una pianificazione che colleghi la Grande Milano. Eliminare tutte quelle corsie ciclabili, in deroga al codice della strada, sulle direttrici principali (ad esempio corso Buenos Aires) con linee disegnate per terra (ad esempio quella di via Sardegna) o con percorsi ad ostacoli (ad esempio quella di viale Tunisia);

- Incentivare car, moto e bike sharing (introdotti dalle amministrazioni di centrodestra, è bene ricordarlo);

- Regolamentare l'utilizzo dei monopattini  e targare le biciclette; 

- Istituire per i mezzi di trasporto pubblici biglietti a tariffa ridotta per tragitti brevi;

- Razionalizzare le linee di superficie ATM nei quartieri periferici e rimodulare gli orari di servizio;

- Bigliettaio sui mezzi di superficie con tornello in ingresso e pattugliamento a bordo per prevenire aggressioni agli operatori. Prevedere corsi di autodifesa per il personale;

- Investire nella sostituzione dei tornelli delle metropolitane per evitare il fenomeno dilagante dello scavalcamento (esempio da seguire quello del capolinea della M5 a San Siro);

- Dislocare ai capolinea di tram e autobus doppi bagni pubblici, divisi per genere, per gli operatori della strada (taxisti, personale ATM, operatori AMSA, etc);

- Potenziamento delle linee notturne;

- Sperimentare i "taxi rosa", i "taxi in sharing" e taxi a prezzi calmierati nel weekend.

Alessandro De Chirico

ALESSANDRO DE CHIRICO

ELEZIONI COMUNALI MILANO 2021

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