IMMIGRAZIONE

Milano è da sempre una città accogliente e deve continuare ad esserlo verso chi accetta e fa propri (non solo rispetta) i nostri valori civili, pur conservando la propria identità religiosa. 

Gli stranieri ci sono, sono tanti, e vanno assolutamente integrati civilmente. I principi di umanità non devono mai venir meno, tuttavia non bisogna nemmeno lasciare che si diffonda l'idea del "welfare shopping" per cui l'assistenza è una pretesa. 

Bisogna distinguere chi vuole diventare un cittadino milanese e chi invece crea un corpo sociale separato, chiuso in sé stesso, potenzialmente aggressivo. 

Una società libera e aperta non è una società incapace di difendersi da chi la minaccia.


PROPOSTE

- I veri e propri campi profughi sparsi in città, come ad esempio in zona Stazione Centrale, non sono degni di una città internazionale come Milano. 
Il racket dei mendicanti con i cappellini a ogni angolo di qualsiasi quartiere evidenziano l'impotenza delle Istituzioni nei confronti della malavita organizzata.
Il modello di accoglienza portato avanti dalle amministrazioni del centrosinistra è miseramente fallito.
A Milano si può vivere solo se si è in possesso di un regolare visto

- Istituire un percorso obbligatorio di cittadinanza attiva e consapevole dove, oltre a corsi linguistici, vengano insegnate le norme civiche e amministrative da rispettare, le regole sanitarie e igieniche da osservare per il quieto vivere.
Questo compito deve essere gestito dal Comune con le associazioni di volontariato;

- Attivare una cooperazione più proficua con i consolati presenti in città. Intavolare un dialogo costruttivo con gli immigrati ben inseriti nella nostra comunità e che si sono adeguati alla nostra cultura.
Importante, per esempio, il ruolo di crescita che hanno avuto le comunità filippine, cinesi e latino-americane, che producono reddito e pagano regolarmente le tasse.
Sono loro, i nuovi milanesi, che possono fare da esempio guida e da ponte verso una società più integrata;

- Nel rispetto dei dettami costituzionali e delle leggi regionali, va riconosciuta la piena libertà di culto in idonee e dignitose strutture religiose.
Cerimonie, funzioni e sermoni devono essere pronunciati in italiano e, come avviene nelle chiese cattoliche, deve essere data possibilità di entrare ad ascoltare anche per chi non è un fedele.
Viceversa, le preghiere possono essere recitate in lingua straniera, perché va rispettata la libertà di religione.
I finanziamenti alle comunità religiose devono essere facilmente tracciabili. 

Alessandro De Chirico

ALESSANDRO DE CHIRICO

ELEZIONI COMUNALI MILANO 2021

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