Lavoro e case, la protesta finisce col lancio di uova

Lavoro e case, la protesta finisce col lancio di uova

A forza di essere permissivi e buonisti si finisce a prendere le uova in faccia. È ciò che è accaduto ieri sera al braccio sinistro del sindaco Pisapia, il “maestro” Paolo Limonta. L’episodio è ovviamente da condannare, ma servirà a far capire a chi ci amministra che il vecchio adagio popolare “Dai il dito e ti prendono il braccio” è verissimo. L’amministrazione Pisapia, dal suo insediamento, ha sempre avuto un occhio di riguardo verso i centri sociali e la realtà anarchica e antagonista di Milano. Occupazioni di palazzine mai condannate. Manifestazioni non autorizzate. Grigliate in piazza della Scala. Cortei che hanno devastato il centro cittadino. Irruzioni e devastazioni di sedi di partito. Nessuno ha mai preso le distanze da certi violenti personaggi. Il risultato è davanti agli occhi di tutti e ci prepariamo alla prima della Scala…  ...
L’ecomostro di piazza XXIV maggio

L’ecomostro di piazza XXIV maggio

Com’è strana la politica! Uno dei primi provvedimenti dell’amministrazione Pisapia fu l’abbattimento di una porzione dell’ecomostro di piazza Piemonte perché, si disse, la struttura stonava con la piazza e con il teatro Nazionale. A distanza di meno di tre anni la stessa amministrazione, così attenta alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente (…), cambia completamente rotta e autorizza dei lavori di un chiosco, su suolo pubblico e di proprietà demaniale, senza che nel rendering di presentazione della nuova piazza ve ne fosse traccia. Che cos’ha piazza XXIV maggio di diverso da piazza Piemonte? I dazi doganali sono meno belli del teatro Nazionale? Per il momento l’amministrazione comunale non ha dato risposte alle lamentele dei cittadini e, intanto, il chiosco del pesce ha riaperto i battenti. http://vigentino.milanotoday.it/porta-ticinese/chiosco-pesce-darsena-24-maggio.html http://baggio.milanotoday.it/pisapia-ecomostro-pensilina-piazza-piemonte.html...
Dopo le regionali s’inizi un profondo dibattito interno

Dopo le regionali s’inizi un profondo dibattito interno

I dati elettorali sono lì e parlano chiaro. Qualcuno potrà dire che Forza Italia ha avuto una diminuzione dei consensi perché il candidato presidente dell’Emilia Romagna, Alan Fabbri, è un esponente della Lega Nord. In Calabria Wanda Ferro è un’autorevole rappresentante del mio partito e lì, quest’ultimo, non ha raggiunto nemmeno il 13%. Si possono trovare tutte le scuse che vogliamo, soprattutto se si deve rispondere a una domanda secca di un giornalista. Quello che dobbiamo fare è un’attenta analisi. Per quale motivo Forza Italia non ha più appeal? Dire che Berlusconi è un leader azzoppato è riconoscere l’incapacità della nostra classe dirigente nel raccogliere consenso e chi va in TV dice esattamente questo. Dal 2011 non facciamo che prendere sberle in tutte le tornate elettorali. Ci scanniamo – è il caso di dirlo, almeno per quello che vedo a Milano – per le briciole rimaste sulla tavola dei banchetti dei tempi che furono – la metafora è voluta -. Litighiamo per gli imminenti congressi, ma in pochi parlano di proposte concrete che, sicuramente, sui media hanno meno visibilità dei giochi di palazzo. L’ho già scritto tante volte. Noi paghiamo l’atteggiamento bipolare a livello nazionale: non si può stare all’opposizione e fare accordi su determinate questioni. Quello da fare adesso è convocare gli stati generali e dare il microfono in mano alla base e non a quattro miracolati che hanno a malapena il voto della famiglia!  ...